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Testimonianze

Ci vorranno anche i garretti, ma un bel paio di mani fa sempre comodo al ciclismo. A parte chi pedala con le mani. Perché con le mani ti aggrappi al manubrio, ti affidi al cambio, ti attacchi all’ammiraglia, spingi il compagno, passi la borraccia. Con le mani smanacci e smanetti. Volendo, smadonni, anche se qui le mani non c’entrano poi tanto. Ma avete visto quanti maniaci delle bici? E quanti manigoldi? Giannetto Cimurri aveva le mani nel ciclismo. A 16 anni aveva anche una bici da donna: imbarazzante per poter correre quel giorno del 1921 a San Maurizio, toccare Rubiera e Sassuolo, passare da Scandiano e Fogliano, tornare a San Maurizio. Per farla breve: il suo vicino di casa, tal Celestino, di nome e non di cognome come quel professionista di oggi, gliene prestò una da corsa. Allora Giannetto, prima legò il fratellino Abramo al seggiolone però con un Pinocchio e una pagnotta a portata di mano, poi andò in fuga, da casa, da Abramo legato, e dalla mamma che non sapeva, e che non voleva. Pronti via, Giannetto non si era accorto che sulla bici c’era tanto di stemma tricolore, e passi, e fascio littorio, e questo non passò. Gli altri corridori non gradirono e lo buttarono giù. Fine della corsa e inizio di una nuova vita ciclistica: non più a forza di gambe, ma di mani, appunto. “Mano santa”, l’avrebbero chiamato. Massaggiatore: di corpi e di anime. Da tre anni c’è il Memorial Cimurri. Corsa per professionisti. Dentro e fuori Reggio Emilia. Il primo anno vinse Murilo Fischer, brasiliano che abita alle porte di Treviso. Il secondo anno Enrico Gasparotto, già campione d’Italia. Il terzo anno sarebbe quest’anno, questo ottobre, il 6, un sabato. Ma da tre anni c’è anche la presentazione del Memorial Cimurri. Un’occasione per parlarci su. Perché il bello del ciclismo è che c’è quello che si pedala con i garretti, e anche con le mani, e quello che si pedala con le parole. Nella presentazione del Memorial Cimurri si pedala a parole. E qui l’antico Giannetto rivive. Giannetto che giurava che “per diventare campioni, ag vo d’la fam”, ci vuole della fame. Giannetto che preparava le pomate con “midollo di bue e olio di canfora”. Giannetto che massaggiava i muscoli con “una pasta a base di aceto bianco, olio di trementina, etere salicilico, canfora, dodici rossi e sei bianchi d’uovo”, e chissà che fine facevano gli altri sei bianchi. Giannetto che mescolava tutto in un fiasco, “per ore e ore, e a volte mi addormentavo con il fiasco in mano”. Giannetto che preparava la vasca per il bagno “con sei fiaschi di aceto, quattro chili di sale grosso, una boccetta intera di tintura di iodio”. Così, forse, Giannetto riusciva non solo a rimettere in piedi i suoi corridori sfiniti, ma anche a farli camminare sulle acque. Lo chiamavano “mano santa”, e mai a caso.

Marco Pastonesi
La Gazzetta dello Sport


Per me che l’ho tenuto a battesimo, è sempre un vero piacere inviare il più fervido augurio al Memorial Cimurri-Gran Premio Bioera. Siamo arrivati al terzo anno e vedo che la creatura di Giorgio Cimurri, voluta in memoria del mitico Giannetto e di Chiarino, continua a crescere in piena salute e ha davanti una lunga strada da percorrere, grazie anche al supporto del G.S. Emilia di Adriano Amici. Questa corsa portava fin dalla nascita il suggello del prodotto “doc”. Non è stata quindi una sorpresa l’immediato successo di partecipazione e di consenso, così come non sarà una sorpresa registrare quest’anno un ulteriore salto di qualità verso obiettivi sempre più ambiziosi. Abbiamo quanto mai bisogno di corse ben organizzate e ricche di contenuti tecnici, dove i migliori talenti del nostro vivaio ciclistico possano esprimersi al meglio e mettere in luce il proprio valore. Ciò esalta anche gli scopi promozionali, sociali e culturali attribuiti all’evento, perchè alimenta e radica l’interesse degli sportivi e delle istituzioni locali. Non posso quindi che rinnovare il mio grazie agli amici che hanno regalato questo nuovo gioiello al patrimonio ciclistico dell’Emilia Romagna. Agli atleti, ai loro tecnici e alle società di appartenenza, invio il saluto più caloroso, anche a nome del ciclismo italiano.

Renato di Rocco
Presidente della Federazione Ciclistica Italiana


Non so perchè ma certi giorni ho come l'impressione che Chiaro sia sempre qui con me e credo che questo valga per parecchie persone che l'hanno conosciuto, si, perchè ogni volta che sono in giro per l'Italia e trovo persone che lo conoscevano,beh...ne parliamo come se Chiarino fosse li con noi... altre volte però mi manca da morire,mi manca la sua energia,il suo sorriso,la sua battuta sempre pronta ,la sua grande autoironia, mi manca da morire la telefonata,la sua telefonata quotidiana che mi faceva verso l'ora di cena,si perchè il Boss era quell'amico che non faceva passare 24 ore senza farsi sentire,mi parlava di tutto,soprattutto parlava della Giuly,della Vero,di Giorgio,dei suoi nipoti,del tennis,della Reggiana,del Basket,della nostra squadra dei "deficenti",dei suoi amici,di Reggio,della mia famiglia,del mio lavoro,insomma facevamo un pò il resoconto della giornata. Giorgio Cimurri è quell'amico che mi ha fatto conoscere Chiaro e più invecchia più assomiglia al Boss,sempre pieno di energia positiva,sempre sorridente e con la battuta pronta,credo che Giorgio abbia la fortuna di ricevere tutte le sere la "telefonata" e parlare di tutte le cose che a lui premono e secondo me in una telefonata gli ha anche detto: " Giorgio,il papà sarebbe felice se si facesse una bella corsa in bici a Reggio".

Paolo Belli
Artista


Ed eccoci alla terza edizione del Memorial Cimurri con l’entusiasmo delle prime edizioni e con l’aspettativa di assistere ad una prova con la P maiuscola come meritano le persone alla quali è dedicata la corsa emiliana. Sarà come sempre una giornata solenne, per una ricorrenza alla quale siamo legati e che ci fa sentire meno la mancanza di due amici davvero insostituibili. Infatti, più passa il tempo e più sentiamo che ci mancano. Ma ci aiuta il fatto di sentirli vicino a noi con tutta la loro saggezza non disgiunta dalle loro innate capacità. Quando penso a Giannetto, lo penso come a un maestro intento alla direzione di un importante centro tecnico per il ciclismo, come esiste a Coverciano per il calcio . Giannetto è stato uno specialista in traumatologia e nell’indirizzo comportamentale, doti che mise a disposizione di campioni, ma anche di outsider e gregari Il professore, come veniva chiamato nell’ambiente sportivo, si adoperò anche per tanta gente che non era legata allo sport ma solo bisognosa del suo intervento. Così noi tutti saremo a Reggio Emilia il 6 di Ottobre per ricordarlo insieme a Chiarino. Il memorial si svolgerà dopo una settimana dal mondiale di Stoccarda, e come facile pensare, desterà grande attenzione.

Alfredo Martini
Presidente onorario della federazione ciclistica


Giannetto oltre che come massaggiatore , è stato grande anche come uomo; onesto, intelligente avveduto. Un professionista insuperabile. Potrei parlare moltissimo di lui, mi limito a ricordare solo qualche episodio, ad esempio il nostro primo incontro: siamo nel 1947, squadra Viscontea, la fabbrica era situata sul lago di Como, località Acquaseria. Il titolare Dott. Tomassia, mi ospitò con il grande Giannetto per la mia preparazione, per me avere un massaggiatore ( e che massaggiatore !!) fu già un grande successo. Per tutta la stagione ciclistica mi fu sempre vicino nella mia attività E’ stata la stagione di lancio per la mia carriera, in seguito vinsi tre Giri d’Italia, 3 Giri delle Fiandre, 3 Campionati italiani e altre corse importanti. Nei campionati del mondo e nei Giri di Francia , lui era il massaggiatore ufficiale della squadra azzurra e fu sempre apprezzato da tutti. Ho avuto il piacere di conoscere la famiglia Cimurri, gran brave persone. Sono certo che lassù egli apprezzerà l’impegno dei suoi famigliari nel ricordarlo sempre, in particolare nel memorial del 6 ottobre. Un saluto con viva cordialità

Fiorenzo Magni
Campione ciclismo anni passati


Nato come Memorial, il Cimurri è già diventato memorabile: chi è andato alle prime due edizioni, già se ne ricorda. Capita alle manifestazioni che non si accontentano di partire col piede giusto, ma dimostrano pure di voler camminare bene, riuscendoci, anche! E il vero impegno che si assume chi le rappresenta è proprio questo. E’ un impegno importante quello di onorare la memoria di Giannetto e Chiarino, due uomini di sport che hanno saputo diventare campioni pur restando dietro le quinte. Per quello che hanno rappresentato entrambi, basterebbe sventolarne il nome per rendere grande la corsa che li celebra. Qui sta accadendo anche il contrario: trattandosi di gente speciale, speciale sta diventando anche l’appuntamento. Appuntamento che sposa il grande ciclismo alla città e che ad una gara di alto livello abbina il garbo e l’eleganza di una famiglia. Così non c’è da stupirsi: se quello che sembrava un semplice avvenimento si sia trasformato in fretta in vero e proprio evento. Memorabile il Cimurri è stato nelle prime due edizioni: per bellezza sportiva e qualità organizzativa. Ma ancor di più per familiarità: quel sorriso che per papà Giannetto e Chiarino era uno spontaneo marchio di fabbrica non è andato perso e ancora oggi resta il modo più genuino per far sentire a casa chiunque venga a Reggio. Tramandare questi valori che il logorio dello sport moderno sembrava aver smarrito vale più di qualsiasi risultato tecnico: è il più bel regalo che si possa fare a chi partecipa. E anche il modo di ripresentarsi ogni volta un po’ migliori.

Angelo Costa
Giornalista sportivo de Il Resto del Carlino


Quella che festeggiamo, anche quest’anno, non è una semplice manifestazione agonistica. E’ il ricordo di due uomini che hanno saputo scrivere, con tenacia e semplicità, pagine vere di passione sportiva. Due ambasciatori della reggianità, di uno spirito sincero e aperto, di una vocazione autentica all’incontro, all’amicizia, alla solidarietà. "Sono nato con gli isolati, quelli che correvano per conto proprio e a proprie spese e non li ho mai abbandonati", raccontava in occasione dei suoi 90 anni Giannetto. E quella stessa generosità si leggeva nelle scelte di Chiarino, coraggioso nello spendersi in sfide che ancora oggi Reggio celebra e ricorda. I suoi progetti avevano una qualità rara, quella di divenire in tempi brevissimi progetti “di tutti”: merito della partecipazione e dell’entusiasmo che gli dedicava e con cui contagiava anche chi li reputava azzardati o, peggio, impossibili. Tutto questo, in qualche modo, ha “fatto storia”. E’ rimasto. Ancora oggi, Giannetto è quel “simbolo sportivo del Novecento reggiano” che scalda i cuori di chi l’ha amato o ne ha anche solo sentito parlare, preferito perfino ai personaggi celebrati quotidianamente dalla visibilità dei nuovi e più efficaci mezzi di comunicazione. Ancora oggi, la gente di Reggio ricorda con emozione e un po’ di incredulità le “imprese” di Chiarino: serbandogli la propria riconoscenza e traendo da esse un po’ di ispirazione nelle sfide di tutti i giorni. La manifestazione sportiva che apriamo oggi è destinata soprattutto a chi non li ha conosciuti, a chi non ha avuto il privilegio di essergli amico e di avere condiviso con loro passioni e valori. Quel senso di amicizia, umanità e solidarietà che non solo nello sport, ma anche nella vita, ci hanno insegnato ad apprezzare.

Romano Prodi
Presidente del Consiglio


Con la terza edizione in programma il prossimo 6 ottobre, il Memorial Cimurri – Gran Premio Bioera si conferma uno dei principali e più prestigiosi appuntamenti del grande ciclismo. Reggio e la nostra provincia faranno ancora una volta da sfondo a questa avvincente competizione che ha il merito di far conoscere ed apprezzare ciò che di bello esiste sul nostro territorio. Ma, soprattutto, continuerà a rimanere vivo il ricordo di due grandi reggiani, Giannetto e Chiarino Cimurri, che tanto hanno fatto per lo sport nazionale e per la nostra provincia. E' in loro onore che è stato pensato e realizzato tre anni fa il primo Memorial Cimurri da chi ha avuto la fortuna di vivere e lavorare al loro fianco . A Giorgio Cimurri e ad Adriano Amici, così come a tutti coloro che rendono possibile questa importante manifestazione va dunque il ringraziamento mio personale e di tutta la Provincia. Per la nuova opportunità di festa e di promozione che viene offerta ai reggiani ed al nostro territorio, ma anche per il doveroso omaggio che verrà reso a Giannetto e Chiarino Cimurri, risorse tanto preziose quanto indimenticabili per tutto il movimento sportivo reggiano, al servizio del quale si sono sempre impegnati con passione, competenza, serietà e stile.

Sonia Masini
Presidente della Provincia di Reggio Emilia


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